A Pantano non manca l’acqua. Una volta c’era un fontanile che chiacchierava fitto con la strada bianca e nei giorni d’afa faceva accelerare il passo anche a chi non avesse la gola proprio secca.
L’acqua che scorre ha lo stesso potere di una voce che canta alla finestra o si perde nelle lontananze del campo.
Allora, salendo dal basso, si raggiungeva il fontanile passando davanti alla casa e costeggiando la scala esterna.
Leggi tutto…
Vincenzo è uno dei pochi che quando viene al Pantano per cacciare tartufi, entra ed esce con passo leggero, silvano.
Riconosco la macchina, ma, a volte ho l’impressione che un suo doppio sottile, vi abiti in permanenza, comparendo quando meno te lo aspetti o proprio perché te lo aspetti.
In un tempo immemorabile, la natura mischiava le forme, le teneva vicine e anche un essere umano poteva mostrare le fattezze di un luogo o viceversa.
Leggi tutto…
Questo monte è probabilmente il Subasio, un gran montone di terra ben conosciuto da frate Francesco. Questi monti dell’Appennino direi che siano prossimi alla sparizione. Sono talmente vecchi che sono quasi tondi e levigati e sfarinati. Mi ricordo di aver studiato che, quando un monte – a suon di millenni – è stato tutto eroso dagli agenti atmosferici e praticamente sparisce, quello che resta (un ex monte spianato) viene chiamato “penepiano”. Leggi tutto…