Venerdì 10 giugno, ore 17.30, alla libreria Lucca Libri, Gianfranco Mammi, modenese nato a Caracas, parlerà del suo libro, Vita di “Ridolini”, raccolta dalla sua viva voce (Trasciatti Editore, collana I Libratti, con 21 schizzi dell’autore). Chi era questo “Ridolini”? Era ed è Egisto Mammi, padre dell’autore, che racconta la sua vita al figlio Gianfranco con amabile distacco, sempre sorridendo per tener fede al suo soprannome, e Gianfranco lo registra con un magnetofono e poi trascrive su carta la registrazione, così com’è venuta, con pochi ritocchi, lasciando intatta la freschezza del racconto orale. Leggi tutto…

Bologna, libreria Modo Infoshop, sabato 22 gennaio 2010. Presentazione di “Vita di Ridolini” di Gianfranco Mammi. Da sinistra a destra si vedono: Alessandro Trasciatti (stile Buddha), Gianfranco Mammi, Mauro Orletti. Il libro esibito non è quello di Mammi, che giace sul tavolo.
Mi è venuto detto così
Il soprannome ti definisce, ti dà un verso. Il soprannome accentua, se possibile, la tua identità. Leggi tutto…
06-10-2010 / Recensioni / Luca Franceschini
LUCCA, 6 ottobre – Esce nei Libratti, collana economica di letteratura illustrata di Trasciatti editore, un libro molto particolare, unico per certi versi. Vita di Ridolini è infatti un resoconto di una vita raccontata a voce, registrato con un magnetofono e poi sbobinato. E’ così che Gianfranco Mammi ci racconta la storia di suo padre Egisto, detto appunto Ridolini fin da bambino, per la sua espressione sempre sorridente. Leggi tutto
Gianvittorio Randaccio commenta Vita di “Ridolini” di Gianfranco Mammi (Linsolito.net, rivista di critica letteraria)
Dalla voce alla pagina, senza filtro
Per fare un libro non c’è bisogno per forza di essere degli scrittori. Anzi, molto spesso quelli che dicono di essere degli scrittori, che si atteggiano a fare gli scrittori, che magari ce l’hanno anche scritto sulla carta d’identità che sono degli scrittori, finiscono per essere solo dei ciarlatani, pronti a parlare di letteratura e di bella scrittura solo con frasi fatte e luoghi comuni, come dei pappagalli ammaestrati alla scuola delle buone maniere. A mettersi lì a chiacchierare, delle volte, invece, basta poco, e se uno è attento e non si lascia sfuggire l’occasione, ecco che il libro viene fuori da solo, senza tante cerimonie e proclami. Uno deve avere delle cose da dire e farlo bene, non è che ci voglia molto: tutto il resto serve a dare aria alla bocca, e basta. Leggi tutto
Altre informazioni sul libro e sul suo autore